Festa della Famiglia
Domenica 26 gennaio abbiamo festeggiato la famiglia cristiana. Con i tanti modelli proposti oggi, è bene ricordare cosa sia la famiglia cristiana: il sentimento da solo non basta a portare avanti una famiglia, ad affrontare piccoli e grandi problemi della quotidianità e fare tutto questo “finchè morte non ci separi”. Chi sceglie di costruire una famiglia cristiana si impegna a creare una famiglia con fondamenta solide sulla parola di Dio e sul Suo amore che guida attraverso le difficoltà e a gioire dei Suoi doni. È un impegno quotidiano ad alimentare insieme la fiammella della fede e con essa far crescere la famiglia cristiana.
Dopo la messa ci siamo trovati per un bel pranzo di condivisione con alcune famiglie che hanno voluto festeggiare insieme il significato di questa parola. La festa della famiglia cade l’ultima settimana di gennaio, di solito fa freddo e si ha voglia di stare a casa, ma ci auguriamo che il prossimo anno le famiglie sfidino il clima e possano essere ancora più numerose a condividere il loro esempio. Spesso proprio guardando gli altri ci si può arricchire, le esperienze altrui possono aiutarci e la condivisione di begli esempi di famiglia non può che renderci più gioiosi.
Domenica in Oratorio
Domenica 2 febbraio presso l’Oratorio di Bienate abbiamo fatto insieme ai bambini dei bellissimi esperimenti scientifici che hanno stupito e divertito tutti!
Abbiamo iniziato con un mini vulcano, usando aceto e bicarbonato per far eruttare una “lava” frizzante e spumeggiante. Poi abbiamo costruito un mini cannone ad aria con bicchierini e palloncini: l’aria compressa, sparata con precisione, spegneva una candela. Successivamente, abbiamo esplorato il pH degli alimenti utilizzando il cavolo rosso, che cambiava colore a seconda della sostanza che gli aggiungevamo. Abbiamo anche fatto una divertente dimostrazione del Diavoletto di Cartesio, creando movimento con una tettarella e una bottiglia d’acqua. Infine, abbiamo giocato con una barchetta che si muoveva da sola su un piattino grazie al sapone, sfruttando il fenomeno della tensione superficiale.
I bambini si sono divertiti molto, imparando con entusiasmo che la scienza è un’avventura piena di sorprese!
Agata: il coraggio che nasce dalla Fede
Sant’Agata, morta nel 251 in seguito a barbare torture, è invocata come patrona delle donne affette da patologie al seno e delle donne vittime di stupro e femminicidio: mali antichi, ma purtroppo ancora attuali.
Nata in una nobile famiglia siciliana, fu educata alla Fede cristiana e si consacrò a Dio. Di lei, però, si invaghì il proconsole Quinziano che, per indurla ad abiurare, l’affidò dapprima alla meretrice Afrodisia e poi la fece imprigionare e sottoporre a violenze e torture, arrivando ad amputarle i seni. Fu infine rotolata sui carboni ardenti e spirò senza mai rinnegare la sua Fede.
Una festa, la sua, che vuol contrapporsi a quella dell’8 marzo? No, perché quella di Sant’Agata celebra il diritto a professare la Fede, mentre quella dell’8 marzo celebra il diritto alla sicurezza sul posto di lavoro. Aspetti della vita diversi, ma ugualmente importanti.
Cosa può insegnare Agata alle donne di oggi? Il coraggio: per combattere il cancro al seno, una malattia subdola e silente che spesso si manifesta quando la salute e la vita della donna sono ormai compromesse; per affrontare le mutilazioni dovute a dolorosi, ma necessari interventi chirurgici; per preservare virtù e purezza spesso ridicolizzate; per difendersi da violenze di ogni tipo.
Perciò, per celebrare questa giovane, invocata nei frangenti più dolorosi della vita di una donna, l’8 febbraio scorso è stata organizzata una cena in oratorio. Una piacevole riunione conviviale, con le donne a tavola e alcuni uomini cavallerescamente impegnati a servirle, rendendo così omaggio alla loro indole coraggiosa.
Aperitivo pedagogico
Cosa sta succedendo? Perché non lo riconosco? Cosa è meglio fare? Sono solo alcune domande che spesso i genitori si pongono quando attraversano il periodo dell’adolescenza dei propri figli. Per provare a rispondere a queste e molte altre domande, lo scorso venerdì 24 febbraio in oratorio, il pedagogista Fabrizio Travaini ha tenuto l’incontro “LA TIRANNIA DEL DIALOGO”: un incontro per aiutare a riconoscere e distinguere i diversi tipi di silenzio dell’adolescente.
Presupposto che il rapporto genitori-adolescenti è il frutto della relazione costruita fin dalla nascita e che è fondamentale la presenza dei tre capisaldi Rispetto, Fiducia e Stima, è proprio in questo periodo dello sviluppo che l’adolescente si trova a distaccarsi dalla figura genitoriale e a cercare il suo posto nella realtà adulta riflettendo con sé stesso.
L’adolescente inizia così a sperimentare i tre tipi di silenzio: Il primo è il Silenzio dell’Introspezione in cui l’adolescente si trova a riflettere su sé stesso, ad esempio su quale sarà il suo ruolo nel mondo adulto: è un silenzio positivo in cui il genitore è sempre presente, ma può allontanarsi dal ragazzo. Il secondo è il Silenzio della Strategia Difensiva in cui l’adolescente si trova in difficoltà e nel silenzio cerca di risolvere le criticità del momento: in questo caso è importante la vigilanza silenziosa del genitore che non invade lo spazio del ragazzo, ma che è pronto a rispondere alla richiesta di aiuto. Ed infine c’è il Silenzio del Disagio, definito come il silenzio negativo, in cui l’adolescente sta male e ha bisogno di aiuto: è fondamentale il tempestivo intervento del genitore che deve far sentire la sua presenza ed intervenire insieme alle persone adulte che si relazionano con l’adolescente (parenti, don, allenatore, amici, ecc…).
Osservare i propri figli adolescenti rimane il compito fondamente del genitore in questa delicata fase di crescita.



