Papa Sergio I (650 – 701 d.C.) istituì delle processioni da S. Adriano a S. Maria Maggiore per le feste dedicate a Maria: Purificazione, Annunciazione, Assunzione e Natività. Durante tali processioni, avveniva l’incontro tra l’icona di Gesù Salvatore Acheropita, custodito attualmente nel Sancta Sanctorum in San Giovanni in Laterano, e un’icona della Madre di Dio.
Si supponeva che l’icona della Madre di Dio utilizzata durante questo rito fosse la Salus Populi Romani, ipotizzando quindi che fosse stata realizzata non oltre il VII secolo.
Nel 2018 è stato eseguito un accurato restauro durante il quale è stato verificato che non esiste, come ritenevano alcuni studiosi, un’immagine più antica sotto quella attuale. Inoltre, è stata eseguita la datazione: dalle analisi, risulta che è stata realizzata tra il IX e XI secolo. Una delle ipotesi è che esistesse una versione precedente, rovinata dai rituali della processione, che quindi fosse stata sostituita dall’attuale icona.
Dagli studi effettuati sulla tavola, è emerso che per il colore blu del manto è stato utilizzato anche il prezioso lapislazzuli. Sulle vesti di Gesù è stata eseguita una fitta crisografia (criso=oro). L’oro è stato utilizzato, oltre che per il fondo, anche per altri particolari, come i sandali di Gesù. L’eccellente qualità tecnica con cui è stata realizzata, ha reso resistente l’immagine, che è potuta così arrivare fino a noi e risplendere nuovamente, dopo il recente restauro durante il quale è stata ripulita dallo sporco e dalle ridipinture, che ne avevano modificato i tratti. È quindi preziosa sia per la pregevole fattura che per l’affettuosa venerazione che le riservano i fedeli.
Osservando l’icona vediamo la Madre di Dio che sorregge Gesù incrociando le mani, con suprema eleganza. È una posa che ritroviamo in alcune immagini realizzate successivamente alla Salus Populi Romani, delle quali quindi sarebbe il prototipo.
L’ipotesi che la Salus sia stata una copia dell’icona utilizzata nelle processioni precedenti alla sua realizzazione è avvalorata dal fatto che esiste un frammento di un’immagine con lo stesso incrocio delle mani nella chiesa Santa Maria Antiqua, nei Fori Romani, che contiene affreschi dipinti tra la metà del VI e del IX secolo. Nell’847 un terremoto fece franare dei palazzi sovrastanti per cui gli affreschi rimasero nascosti fino al XVIII secolo, quando scavi fortuiti iniziarono a riportarli alla luce.
Ci uniamo nella preghiera alle nostre sorelle e ai nostri fratelli che prima di noi si sono posti sotto la protezione di Maria, salvezza del popolo dell’Impero Romano, quindi di tutto il mondo conosciuto.
“La tua persona, il fatto stesso che tu esisti, ci ricorda che il male non ha né la prima né l’ultima parola; che il nostro destino non è la morte, ma la vita, non è l’odio, ma la fraternità, non è il conflitto, ma l’armonia, non è la guerra, ma la pace. (Papa Francesco, 8 dicembre 2023)
