Nel simbolo del Giubileo 2025 sono rappresentati dei pellegrini: il primo stringe l’asta della croce che, alla base, termina con un’àncora. La Spes Non Confundit, bolla di indizione del Giubileo 2025, riporta alcuni versetti della Lettera agli Ebrei: «Noi, che abbiamo cercato rifugio in lui, abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di là del velo del santuario, dove Gesù è entrato come precursore per noi» (Eb 6,18-20).
L’àncora è lo strumento che rende stabili e sicure le imbarcazioni: negli Atti degli Apostoli si narra che, dopo l’arrivo di san Paolo con altri prigionieri a Malta, i marinai, «nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno» (At 27,29).
Esistono vari tipi di ancore: quella più nota si chiama Ammiragliato ed è quella che ha un braccio orizzontale (ceppo) che le dà la forma di croce.
L’àncora cruciforme viene utilizzata come simbolo solo nel cristianesimo, insieme ad altri come il pesce, il pane, la fenice, ecc. Sono semplici segni che indicano l’azione salvatrice: la risurrezione dopo la morte, la salvezza nel pericolo.
Le Catacombe di Domitilla a Roma sono un cimitero nato nel I secolo a.C. che si è ingrandito, anche nella parte sotterranea, nei secoli successivi. Contiene le sepolture sia di pagani che cristiani. Era meta di pellegrinaggio fino a quando, nel IX secolo, papa Leone III decise di trasferire le reliquie dei santi Nereo e Achilleo dalle Catacombe a una chiesa a loro dedicata. Furono così dimenticate per poi essere riscoperte alla fine del Cinquecento.
Nelle Catacombe troviamo molte immagini come l’àncora presente in questa pagina (III secolo): in questa incisione ci sono anche due pesciolini ai lati. In questo caso i pesci rappresentano coloro che credono che in Cristo e nella vita eterna: quando saremo in piena comunione con Dio, nella contemplazione e partecipazione del suo infinito amore.
«L’immagine dell’àncora è suggestiva per comprendere la stabilità e la sicurezza che, in mezzo alle acque agitate della vita, possediamo se ci affidiamo al Signore Gesù. Le tempeste non potranno mai avere la meglio, perché siamo ancorati alla speranza della grazia, capace di farci vivere in Cristo superando il peccato, la paura e la morte. Questa speranza, ben più grande delle soddisfazioni di ogni giorno e dei miglioramenti delle condizioni di vita, ci trasporta al di là delle prove e ci esorta a camminare senza perdere di vista la grandezza della meta alla quale siamo chiamati, il Cielo» (N. 25 della Spes non confundit).

L’àncora, simbolo di speranza
di Lorenza
