Natività: le levatrici

Il Verbo si fece carne

In alcune immagini della Natività di Gesù vediamo due donne che fanno il bagno a Gesù bambino. Non si tratta di una scena ripresa dai Vangeli canonici, perché essi non nominano le levatrici, cioè le ostetriche.

Il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo dello Pseudo-Matteo raccontano, con alcune differenze, che Giuseppe va alla ricerca di una ostetrica per aiutare Maria durante il parto. Una delle due ostetriche, il cui nome è Zelomi, si meraviglia subito della nascita di Gesù riconoscendo che è il Figlio di Dio. La seconda, Salome, non crede a quanto detto dall’altra per cui vuole verificare. Dopo aver toccato Maria, la sua mano inaridisce provocandole grande dolore: Salome chiede perdono al Signore per aver dubitato, le appare un angelo che la invita a prendere in braccio Gesù in modo da ricevere salute e gioia: subito la mano guarì.

Quindi gli apocrifi menzionano le levatrici, ma non parlano del bagno del neonato.

L’origine della scena del bagno è nell’iconografia ellenistica (nata in Grecia): l’arte ellenistica ha influenzato molto l’arte romana e quindi cristiana. La scena del bagno veniva utilizzata per dei, eroi e uomini illustri (Achille, Alessandro Magno, ecc.) nei cicli con le immagini delle tappe importanti della loro vita. Questi cicli furono di ispirazione per gli artisti cristiani: il cristianesimo si era innestato nella cultura esistente, utilizzando ciò che era utile per rappresentare il proprio messaggio.

Nell’immagine d’esempio, un particolare della Natività della Cappella Palatina (1150 ca.), ci sono le due levatrici: una versa l’acqua nel catino la cui forma ricorda il fonte battesimale; l’altra è seduta e sostiene Gesù pronto per il bagno, mentre controlla la temperatura dell’acqua. La figura di Gesù è grande rispetto a quella delle due donne, perché nella cultura figurativa bizantina viene ingrandito ciò che è più importante.

L’acqua è sorgente di vita e Gesù stesso si presenta come fonte d’acqua viva (ne abbiamo parlato nell’articolo “Gesù e la Samaritana: il dono dell’acqua della vita” di marzo 2023): quindi l’acqua della Natività prefigura il battesimo cristiano.

Si ritiene che questa scena serva per mostrare che, con la nascita di Gesù, Dio ha pienamente assunto la realtà della natura umana. Tutti i bambini devono essere lavati dopo la nascita, ma non era necessario per lui la cui purezza era perfetta: il bagno serve quindi per sottolineare la realtà dell’Incarnazione.

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

(Gv 1,1 e 1,14)