Nel mese di ottobre, la nostra Comunità Pastorale è chiamata a riscoprire una delle dimensioni più autentiche, profonde ed essenziali della propria identità: la missione.
L’Ottobre Missionario non deve essere vissuto come un semplice appuntamento formale a calendario, ma come un forte e rinnovato invito a comprendere che l’essere cristiani coincide, per sua natura, con l’essere missionari.
Questa chiamata non è una mansione secondaria o una scelta facoltativa, e, soprattutto, non è qualcosa che possiamo delegare ad altri. Nessun cristiano può sentirsi esonerato dal compito di testimoniare l’Amore di Dio. Essere missionari risponde infatti a un comando chiaro, diretto e senza tempo che Gesù Risorto ha rivolto ai suoi discepoli e a tutti noi: «Andate e annunciate».
È una responsabilità che diventa ancora più urgente ed esigente nella realtà sociale in cui siamo immersi oggi. Viviamo infatti in un contesto culturale spesso segnato da un profondo individualismo, dalla solitudine e da una diffusa indifferenza nei confronti della fede. Proprio per questo, la testimonianza di ciascuno di noi non è rimpiazzabile. L’Ottobre Missionario ci sollecita prima di tutto a farci intercessori: siamo invitati a pregare intensamente per tutti i cristiani, affinché riscoprano la bellezza del loro Battesimo e diventino annunciatori coraggiosi del Vangelo in ogni luogo in cui si trovano, dalla famiglia ai luoghi di lavoro, dalle scuole agli spazi di ritrovo.
È importante però ricordare che il comando di Gesù di “andare” è rivolto alla Chiesa nel suo insieme; è un verbo coniugato al plurale. La dimensione ecclesiale è del tutto fondamentale. Nessuno annuncia sé stesso o parte in solitaria: siamo inviati da Dio a nome di una comunità. Da ciò deriva che l’amore fraterno, l’unità e la comunione vissuti all’interno della nostra comunità rappresentano in assoluto la prima e più credibile testimonianza che possiamo offrire al mondo.
Infine, per poter essere veri testimoni e missionari, occorre un presupposto fondamentale: aver incontrato personalmente il Signore. Non si può donare ciò che non si è ricevuto né raccontare Qualcuno che non si conosce. Da qui nasce la necessità improrogabile di curare la nostra formazione spirituale, dedicando tempo alla preghiera, ai sacramenti e all’ascolto fedele e costante della Sua Parola.
In questo mese di ottobre, accogliamo questo invito con entusiasmo. Non abbiate paura di uscire dalle vostre certezze: abbiate il coraggio di testimoniare la nostra fede ogni giorno, con audacia, coerenza e soprattutto con immensa Gioia!
