Giubileo 2025

Giubileo 2025: dono da accogliere

di Don Marco

Lo scorso 24 dicembre aprendo la Porta Santa della Basilica di San Pietro, papa Francesco ha dato inizio al Giubileo: l’anno di grazia che la Chiesa intera è invitata a vivere come pellegrina di speranza.

Il Giubileo è un DONO GRATUITO di Dio. Esso vuole essere un’opportunità preziosa offerta a ciascun cristiano di poter compier un salto nel proprio cammino di fede.

È un dono gratuito perché non viene da noi, ma ci viene offerto gratuitamente da Dio e dalla Chiesa per il nostro bene. Vivendo l’anno giubilare con fede e impegno ci viene data l’opportunità di rinsaldare il nostro legame con il Signore e di riconciliarci con noi stessi e con il mondo intero.

Sono essenzialmente due i frutti dell’anno giubilare: rimettere al centro Cristo e il riconciliarci con Dio e i fratelli.

Segno distintivo del Giubileo è la Porta Santa. Segno che ci ricorda che, se vogliamo giungere alla pienezza della casa del Padre, occorre passare attraverso la porta che è Cristo stesso. È Lui quella porta stretta che dobbiamo oltrepassare. È la porta della Croce, del dono di sé stessi, dell’amore che si consegna liberamente.

Vivere il giubileo vuol quindi dire innanzitutto rimettere Cristo al Centro; spalancare le porte del nostro cuore al Signore che desidera visitarci e amarci.

L’altro aspetto centrale dell’anno giubilare è il perdono dei nostri peccati. Accogliere la misericordia di Dio che ci invita a rialzarci e a vivere da figli della luce.

Nell’anno giubilare siamo invitati a fare pace con noi stessi, riconciliandoci con Dio e con i nostri fratelli. Saper fare qualche gesto di riconciliazione e di rinascita soprattutto quando viviamo dei rapporti difficili e di conflitto. La pace viene dal nostro cuore e ciascuno di noi è chiamato a riconciliarsi con sé stesso per essere strumento di misericordia anche nei confronti dei propri fratelli.

Papa Francesco ha voluto caratterizzare il Giubileo 2025 con il motto: “Pellegrini di speranza”, un bell’invito e una bella sfida per ciascuno di noi. Essere pellegrini vuol dire mettersi in cammino, riconoscere come la nostra intera vita è un pellegrinaggio verso la Casa del Padre e quindi un muoversi, singolarmente e come Chiesa, verso tale meta. Questo implica un vincere le varie resistenze dettate dalla nostra pigrizia e dal nostro egoismo e fidarsi della Parola di Speranza che viene donata dal Signore.

Essere pellegrini di speranza vuol dire saper portare al mondo intero un messaggio di fiducia e di pace. Un messaggio di bene che ci chiede di essere operatori di pace, sempre capaci di “benedire” e di custodire il fratello.

Auguro a tutti di poter accogliere con gioia questo dono del Giubileo, affinché possa rappresentare per ciascuno un’occasione di crescita nella fede per poter costruire un mondo più abitabile e migliore per noi e per i nostri figli.