La logica del dono nella vita del cristiano
Con l’arrivo del mese di novembre, la liturgia ci invita ad alzare lo sguardo verso la festa di Tutti i Santi. È un tempo prezioso in cui spesso rischiamo di cadere in un equivoco molto diffuso: pensare che i santi siano una sorta di “supereroi” della fede, persone straordinarie che hanno vinto una gara a ostacoli meritandosi un trofeo finale. Pensare alla santità come a un premio da conquistare rischia però di allontanarla dalla nostra vita di tutti i giorni, facendoci sentire costantemente inadeguati o insufficienti.
La Buona Notizia del Vangelo è un’altra, molto più bella e liberante: la santità non è un premio per i più bravi, ma è prima di tutto un DONO.
La santità è il frutto maturo e inaspettato della misericordia di Dio, un regalo che la Sua Grazia ci offre gratuitamente molto prima di qualsiasi nostro sforzo. Non siamo noi che “scaliamo il cielo” con le nostre sole forze per farci notare da Dio; è Lui che scende nei nostri limiti e nella nostra quotidianità per abbracciarci così come siamo.
A questo proposito, Papa Francesco ci ricordava con grande semplicità ed efficacia che:
«La santità è un dono e un cammino. È un dono offerto a tutti per una vita felice… qualcosa che non si può comprare o barattare, ma accogliere».
Se la santità è una Grazia che precede ogni nostro merito, allora nessuno ne è escluso. Non serve compiere gesti clamorosi per essere santi; serve piuttosto avere un cuore umile e aperto, capace di farsi sorprendere dall’amore immenso che il Padre nutre per ciascuno di noi.
Accogliere la Santità come dono cambia la nostra prospettiva verso gli altri. Chiamato a essere santo è chi, dopo aver sperimentato la gratuità dell’amore di Dio, non trattiene questo regalo per sé, ma sceglie di condividerlo.
Il cristiano è colui che imita Gesù: Egli non ha tenuto nulla per sé, ma si è fatto dono totale per la nostra salvezza. Allo stesso modo, accogliere la santità significa lasciarsi trasformare da questo amore e diventare a propria volta un dono per chi ci sta accanto. È la meravigliosa “logica del dono” che manda in crisi le regole del mondo, basate sul calcolo, sul merito e sul tornaconto personale.
Diventiamo santi quando in famiglia usiamo la pazienza, quando sul posto di lavoro agiamo con onestà, quando dedichiamo del tempo a chi è solo o ascoltiamo chi sta soffrendo. Questa è la “santità della porta accanto” di cui parlava spesso Papa Francesco: una santità fatta di piccoli gesti quotidiani che profumano di Vangelo. In questo mese di novembre, riscopriamo la gioia di essere amati per primi. Non affanniamoci a conquistare traguardi spirituali con l’ansia della prestazione, ma impariamo ad aprire le mani e il cuore. Accogliamo con gratitudine il dono della Grazia e proviamo, giorno per giorno, a fare della nostra vita un piccolo dono d’amore per i fratelli.

