La Quaresima. La celebrazione come la ricordano i nostri antenati

di Antonio

La Quaresima (dal latino quadragesima, “quarantesimo giorno”) è un cammino che prepara alla celebrazione della Pasqua, il culmine delle festività cristiane. Esso si è evoluto nei secoli da un breve digiuno a un cammino spirituale di 40 giorni, dal mercoledì delle Ceneri al giovedì Santo, simboleggiando i 40 giorni di Gesù nel deserto, il digiuno di Mosè ed Elia e i 40 anni del popolo d’Israele. Originatasi tra il II e il IV secolo come tempo di penitenza, catecumenato e digiuno, la Quaresima si è evoluta fino a diventare un tempo liturgico fondato su tre azioni descritte nel Vangelo secondo Matteo: Preghiera, Digiuno, Elemosina.

Preghiera: per intensificare il dialogo con Dio;
Digiuno: come forma di rinuncia e controllo di sé; anticamente includeva l’astinenza dalle carni e dei latticini;
Elemosina: come espressione di carità verso il prossimo e giustizia sociale.

Significato biblico: il numero 40 rappresenta un periodo di prova, purificazione e preparazione prima di un evento significativo, legato al digiuno di Gesù nel deserto (Matteo 4, 1-11).

Origini antiche: nei primi secoli, la preparazione alla Pasqua era breve, 1-2 giorni. Entro la fine del IV secolo, con il concilio di Nicea, si è consolidata la pratica dei 40 giorni, dalla preparazione dei catecumeni al Battesimo (nella Veglia Pasquale) e dalla disciplina penitenziale.

Evoluzione del digiuno: inizialmente la penitenza era severa e spesso riservata ai peccatori, che dovevano riconciliarsi il giovedì Santo.

Struttura temporale: la Quaresima dura 40 giorni di digiuno e astinenza, escluse le domeniche, e inizia il mercoledì delle Ceneri. Per il Rito Ambrosiano escludendo le domeniche e il Triduo Pasquale, la Quaresima inizia la Prima Domenica di Quaresima, e si protrae per 40 giorni effettivi fino all’Ora Nona del Giovedì della Settimana Santa.

Simbolismo: il colore viola liturgico indica penitenza e conversione, preparando i fedeli alla Pasqua, la festa principale della cristianità. Si invitavano i fedeli alla penitenza, col digiuno obbligatorio e al Venerdì Santo con l’astinenza delle carni. Erano proibite le celebrazioni solenni dei matrimoni e le vetrate della chiesa, dov’erano posti i simulacri, venivano coperte da lunghe e larghe stoffe di color viola. Anche la Croce veniva coperta.

La principale differenza tra Quaresima ambrosiana e romana risiede nella durata e nella data d’inizio: l’Ambrosiana inizia quattro giorni dopo la romana. Il Carnevale milanese termina quindi il sabato successivo al Martedì Grasso e la Quaresima ambrosiana, terminando il Giovedì Santo, rispetta fedelmente il computo di quaranta giorni effettivi di penitenza prima del Triduo Pasquale. La Quaresima ambrosiana si rifà a una tradizione cristiana più antica, rispetto al rito romano e nei Venerdì delle settimane di Quaresima non si celebra la Santa Messa.

In passato nel corso del periodo della Quaresima si svolgevano vari riti e tradizioni locali. Vediamo come si svolgeva da noi.

  • il venerdì era sempre di magro e digiuno. Durante la Settimana Santa, l’ultima di Quaresima, il digiuno si faceva dal lunedì al sabato Santo;
  • Solitamente durante tutto il periodo della Quaresima si andava in chiesa due volte la settimana: al martedì sera per un momento di preghiera e di preparazione alla Santa Pasqua e al venerdì sera si svolgeva la Via Crucis all’interno della chiesa. Il parroco portava la croce soffermandosi davanti alle stazioni e faceva memoria degli eventi della Passione, seguito oralmente dal popolo;
  • l’ultimo venerdì la processione della Via Crucis partiva dalla chiesa, usciva sul sagrato e nelle piazze dove erano stati allestiti degli altarini a riprodurre le varie Stazioni, poi si ritornava nella chiesa per la recita dell’ultima Stazione;
  • un’altra usanza dei tempi passati era quella del venerdì Santo: alle 3 del pomeriggio suonavano le campane che annunciavano la morte di Gesù in Croce. Nelle fabbriche si sospendeva il lavoro, chi poteva farlo, e ci si riuniva per recitare le preghiere del Venerdì Santo, poi ognuno ritornava al proprio posto e si riprendeva il lavoro;
  • ai bambini delle elementari, e anche i più grandicelli, che partecipavano alle Via Crucis dei venerdì di Quaresima venivano assegnati i “Fioretti”, una crocetta apposta su un foglio, che testimoniava la presenza in chiesa;
  • la confessione: gli uomini si confessavano solo in sacrestia, dove erano posti due confessionali chiusi, mentre i confessionali nella chiesa erano per le donne;
  • parecchi anni fa era consuetudine che in chiesa le donne stavano tutte nella parte sinistra e gli uomini tutti a destra. Durante la “dottrina” e le omelie Quaresimali veniva messo un lungo tendaggio nel mezzo della chiesa, dalla porta fino all’abside, per evitare di “distrarsi” guardandosi;
  • sempre nel tempo di Quaresima era usanza spogliare l’altare: erano tolti i candelabri e tolto il conopeo, il grande telo triangolare posto dietro l’altare tenuto aperto da due angeli, tipico del rito ambrosiano che cambia colore secondo il tempo liturgico; oppure il telo lo si avvolgeva attorno al Ciborio
  • la Messa della Resurrezione in passato era celebrata al mattino del sabato, poi si spostò alla sera, per dar modo di partecipare a coloro che lavoravano al sabato;
  • al momento del rituale “Cristo è Risorto!” pronunciato tre volte dal sacerdote, i bambini (e anche adulti) suonavano campanelli e fischietti. Questo simboleggia il risveglio, la gioia e la vittoria della vita sulla morte.