Francesco d’Assisi, nato Giovanni, (Assisi 1181/1182 – Assisi 3 ottobre 1226) figlio di Pietro di Bernardone,ricco mercante di stoffe, e dalla nobildonna Giovanna Bourlemont detta “Pica”, di origine francese, è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Fondatore dell’Ordine Francescano, fu proclamato Santo da Papa Gregorio IX nel 1228. Ispirato a condurre una vita cristiana di povertà, divenne un mendicante e un predicatore itinerante. È solitamente raffigurato con un saio marrone e una corda legata in vita, con tre nodi che simboleggiano i consigli evangelici di Povertà, Castità e Obbedienza. Il 4 ottobre si festeggia San Francesco d’Assisi perché in questa data, nel 1226, la Chiesa celebra il suo dies natalis, ovvero il momento del trapasso dalla vita terrena a quella celeste. San Francesco è morto il 3 ottobre 1226 verso le 19.00, ma il conteggio medievale delle ore faceva iniziare il giorno dopo il tramonto, rendendo così il 4 ottobre il giorno ufficiale della sua “nascita al cielo”. La madre, in assenza del marito Pietro che era in viaggio di affari, lo battezzò con il nome di Giovanni, in onore del Battista, ma ritornato il padre, volle aggiungergli il nome di Francesco, equivalente medievale di “francese” in omaggio alla moglie. In onore alla nascita di Gesù, la religiosissima Pica, volle partorire il bambino in una stalla della casa paterna, detta poi “la Stalletta” o “Oratorio di san Francesco piccolino”.
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Francesco crebbe in un ambiente di prosperità e fin da piccolo fu attratto dalla vita mondana; conosceva il provenzale ed era abile nel contrattare le stoffe.
Gli piaceva vestire elegantemente, frequentare le feste e mostrare grande generosità verso gli amici spendendo con una certa prodigalità il denaro paterno. Dopo una giovinezza spensierata, si convertì ad una vita evangelica, per servire Gesù Cristo che aveva incontrato in particolare nei poveri e nei diseredati, facendosi egli stesso povero. Uno dei momenti più significativi della vita di Francesco avvenne nel 1206, quando rinunciò pubblicamente ai suoi beni. In una disputa con il padre per questioni di denaro, Francesco si presentò davanti al vescovo di Assisi e, con un gesto risolutivo, si spogliò dei suoi abiti restituendoli al padre. In questo modo, dichiarò che gli era rimasto un solo Padre, quello del Cielo. Nel 1210 ottenne l’approvazione di Papa Innocenzo III per la sua regola di vita. Da Francesco ebbe origine l’Ordine dei Frati Minori, comunemente noti come Francescani, incentrato sulla povertà, l’umiltà e il servizio agli altri. A differenza dei monaci tradizionali, i Francescani non vivevano in monasteri chiusi, ma viaggiavano per paesi e città predicando e aiutando i poveri. Una giovane donna, Chiara degli Affreduccio volle condividere la sua scelta di vita, abbandonò il suo palazzo, giunse fino alla Porziuncola, dove chiese a Francesco di dargli quel Dio che lui aveva trovato. Francesco, le tagliò la lunga capigliatura e consacrò Chiara al Signore. Successivamente, Chiara, con le compagne che l’avevano raggiunta, si spostò nel piccolo convento annesso alla chiesetta di San Damiano. Da Chiara nacque l’Ordine delle Sorelle povere, che poi vennero chiamate Clarisse. Nel 1219-1220 Francesco si recò in Egitto, dove incontrò il Sultano. Questo incontro influì sula nascita della Custodia di Terra Santa, che è la più antica presenza Francescana a Gerusalemme e nei Luoghi Santi. Nel 1224, sul monte della Verna, Francesco ricevette le stimmate. Sceso dalla Verna volle ritornare ad Assisi. Prostrato da varie malattie, all’inizio del 1225, Francesco si rifugiò a San Damiano nel convento dove vivevano Chiara e le sue sorelle. In quel luogo tranquillo compose il “Cantico di Frate Sole” o “Cantico delle Creature”, una poetica preghiera di lode a Dio creatore di tutto. Egli vedeva la natura come un riflesso della bellezza di Dio. Francesco morì il 4 ottobre 1226, adagiato sulla nuda terra, all’età di 44 anni, alla Porziuncola, attorniato dai suoi fratelli. Il Poverello d’Assisi fu riconosciuto da Pio XII come il “più italiano dei Santi e più Santo degli italiani” e il 18 giugno 1939 lo proclamò Patrono d’Italia.
Cantico di Frate Sole

Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco, Assisi
«Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria l’honore et omne benedictione …»
«Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione.
A te solo, o Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di menzionarti.
Lodato tu sia, mio Signore, per tutte le tue creazioni, specialmente per fratello sole, il quale è la luce del giorno e tu tramite lui ci illumini: è bello e raggiante con grande splendore e di te, Altissimo, porta il segno.
Lodato tu sia, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai create, chiare preziose e belle.
Lodato tu sia, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; per quello nuvoloso e per quello sereno, per ogni stagione tramite la quale alle creature dai sostentamento.
Lodato tu sia, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.
Lodato tu sia, mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. Egli è bello, giocondo, robusto e forte.
Lodato tu sia, mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci sostiene e ci governa: produce diversi frutti, con fiori variopinti ed erba.
Lodato tu sia, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore e sopportano dolori e malattie.
Beati quelli che li sopporteranno serenamente, perché da te, Altissimo, avran corona.
Lodato tu sia, mio Signore, per la nostra sorella morte corporale dalla quale nessun uomo che vive può scappare; guai a quelli che moriranno mentre sono in peccato mortale.
Beati quelli che troveranno la morte mentre rispettano le tue volontà. In questo caso la morte spirituale non farà loro alcun male.
Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.»
