Il mese di maggio è alle porte e da sempre per tradizione è dedicato alla preghiera del S. Rosario, Papa Paolo VI con l’enciclica “Mense Maio” del 1965, ha confermato maggio come un tempo di grazie e di preghiera, dedicato a Maria. La Chiesa ci propone diversi tipi di preghiera che magari inconsapevolmente ci troviamo a praticare. La preghiera infatti può essere di Adorazione, di Lode, di Domanda, di Intercessione, di Ringraziamento o di Riparazione, la scelta del tipo di preghiera dipende soprattutto da ciò che stiamo vivendo interiormente e da ciò che vogliamo esprimere o cercare, ma ciò su cui vorrei soffermarmi è soprattutto cosa ci spinge a pregare e qual è per noi l’importanza della preghiera. A proposito di questo mi è capitato di leggere sul blog “bibbiagiovane.it” un articolo di Andrea Gironda, insegnante di religione della diocesi di Roma, che racconta di una domanda fatta da Teresa, una sua alunna di quarta elementare che durante una lezione gli chiede: “Perché devo pregare Dio? Tanto sa già tutto…” “È una domanda interessante questa di Teresa, lei non è nuova a domande importanti ed io trovo sempre un incanto nella spontaneità dei bambini. Teresa ha centrato il tema con grande precisione e il suo ragionamento non fa una piega: Dio sa di cosa ho bisogno, chi sono io per chiedergli qualcosa?Mi trova d’accordo, la fede è totale affidamento a Dio, chi crede afferma con gioia “sia fatta la tua volontà”; la Sua e non la nostra. A tutti capitano quei periodi in cui non sappiamo cosa fare davanti a scelte importanti: un nuovo lavoro, una nuova casa, un viaggio… Decisioni che a volte ci fanno perdere il sonno, bivi davanti ai quali non sappiamo quale strada intraprendere. Cosa fare? La persona di fede non può che affidarsi a Dio e chiedergli che sia Lui ad essere lampada per i suoi passi e luce sul suo cammino (Sal 119,105).Dopo aver offerto a Teresa questa spiegazione ho ritenuto opportuno ricordarle anche un altro aspetto molto importante della preghiera. Gesù stesso nel Vangelo di Matteo invita gli uomini a chiedere: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,7-8). Pertanto è lecito chiedere, bussare alla porta di Dio ed esprimere un desiderio. Anche davanti al dubbio e allo smarrimento è bene chiedere; come affermava Teresa, sarà Lui a decidere se è giusto o sbagliato ciò che chiediamo.Nella preghiera spesso chiediamo piccoli o grandi miracoli ma, alla fine, dobbiamo metterci del nostro per realizzarli. Tempo fa lessi un libro interessante di Giacomo Poretti (quello del trio Aldo, Giovanni e Giacomo), uomo di animo profondo.Mi colpì un passaggio toccante in cui l’autore ricorda la malattia terminale di una zia e l’affetto con cui i parenti riuscirono a consolarla prima di morire. “Mi sono messo a pregare; poco dopo ho capito che sarebbe stato inutile pregarlo di restituirle la vita e allora ho espresso una preghiera strana e, forse, nemmeno troppo impegnativa per Lui: l’ho pregato di togliere la paura a quella nostra amica, di toglierle l’angoscia di sentirsi sola e abbandonata in quel momento terribile. (…) E forse ho capito. Ho compreso che quel miracolo che chiedevo a Lui, non solo era possibile, ma era già realizzato. I…] Lui ci indica il modo, ma gli artefici del miracolo siamo noi. Noi con Lui. I miracoli bisogna desiderarli, ma soprattutto bisogna desiderare di realizzarli: noi con Lui, o meglio, Lui con noi. Noi preghiamo, ma forse ancora di più prega Lui, e forse prega così: “Speriamo che la smettano di delegarmi, speriamo che capiscano che sono un loro alleato… Ah, quanto vorrei fare delle cose insieme a loro!” (Giacomo Poretti, Alto come un vaso di gerani).
Nelle parole di Teresa vedo tutta l’innocenza e la fede semplice tipica dei bambini, un faro per noi adulti. Teresa affida la sua mano a Dio, come farebbe con la sua mamma prima di attraversare una strada. Ai bambini vengono insegnate le preghiere tradizionali; devono studiarle a memoria, il problema è che i bambini non ne comprendono il significato perché le preghiere non vengono spiegate loro. E i bambini di oggi, più di quelli di ieri, si pongono tante domande. Alle preghiere che conosciamo a memoria preferisco di gran lunga quelle dei bambini, semplici, spontanee, dirette, senza troppi fronzoli. Quante volte ascoltiamo in chiesa preghiere che dovrebbero essere state scritte dai bambini, ma che di fatto non lo sono. Teresa mi ha ricordato la preghiera più bella: Dio fai Tu, tanto lo sai.”
Dio fai Tu, tanto lo sai…
di Marco
