Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore!

Proprio oggi con la domenica delle Palme ha inizio la “Settimana Santa” cuore del Cristianesimo. Sono sempre stato attratto ed affascinato dalla liturgia e dalle celebrazioni cariche di significato che si fanno più intense nel Triduo Pasquale che la Chiesa ci invita a vivere in questa settimana.

È come se la liturgia ci prendesse per mano e ci conducesse passo dopo passo al giorno di Pasqua, dove Cristo con la Sua Risurrezione vince la morte per stare per sempre con noi.

Lo leggiamo nel Vangelo: Gesù desidera celebrare la Pasqua con i discepoli e chiede loro di prepararla, perché un momento come questo non s’improvvisa, né tanto meno accade per caso. Cosa preparare per la Pasqua? La prima cosa da preparare sono io. Si tratta di preparare me stesso. Un primo passo nella direzione della preparazione di me stesso è quello di guardare al mistero pasquale come il luogo nel quale io posso recuperare il senso della mia vita, il senso della mia vocazione. Un secondo passo è costituito da alcune domande che rivolgo a me stesso: come mi presento alla celebrazione della Pasqua? Cosa mi aspetto da questa celebrazione? Nelle case, si fanno le “pulizie di primavera”, si rimette tutto “in ordine”. E noi? Cosa possiamo fare? A me pare un buon invito quello di “mettere ordine”, per entrare nella Pasqua. Ciascuno di noi nella vita ha i suoi problemi e questi ci possono portare a viverla con tanta confusione, con un cuore talvolta disperso e confuso nel groviglio dei giorni, specie in questo tempo così incerto e faticoso. Ma cosa fare? Fra le tante cose che potremmo decidere di fare, perché questa settimana sia davvero “santa”, credo sia importante, indirizzare il nostro cuore. È fondamentale il tema del cuore, perché se il cuore non sente, se non c’è un’affezione del cuore, le nostre gambe, le nostre mani, le idee, i gesti, i pensieri, non si muovono, non camminano, non si convertono! Allora proviamo a mettere in moto il cuore nell’entrare in questi in questi giorni che andiamo a vivere. Proviamo a dare credito alle parole di Gesù: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore!” (Mt:6,19-23).

Se consideri un tesoro questi giorni, allora è proprio lì che devi portare il tuo cuore!

Ma attenzione: non si tratta di un “va’ dove ti porta il cuore”. Ma piuttosto di un “porta il cuore dove vai!” Certo, in questa settimana partecipando alle celebrazioni, saremo chiamati a capire alcune cose e ad approfondire dei temi, mettiamoci il cuore! Se manca il cuore, il rischio è che sia tempo sprecato, tempo buttato! Siamo chiamati a metterci vicino a Lui, il Signore Gesù, a camminare al suo fianco, a stare fisicamente, ma soprattutto con il cuore, accanto a Lui: cuore a cuore!

Don Adamo Affri, cappellano del carcere di Piacenza, ci offre una riflessione sul senso della Pasqua raccontandoci come ha scoperto che «la luce non viene dopo le tenebre, ma che in esse dimora. Gesù non ci salva dalla tempesta, ma nella tempesta. Cosa può dirci oggi la celebrazione della Pasqua? In questo tempo di guerra, di crisi, di grande apatìa, quale messaggio di speranza è per noi l’evento della Risurrezione?” Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre, ci annuncia la Lettera agli Ebrei; ma dove lo posso vedere, in che modo posso parlargli e rivolgergli tutte le domande che ho dentro?

Quando celebro la messa in carcere e vedo come le persone ferite nell’anima vi partecipano, come ascoltano la Parola e l’omelia, ecco, lì vedo che c’è una sete profonda che il peccato non ha cancellato, anzi, l’ha resa più ardente. La vedo, questa sete, quando usciamo in strada dalle ragazze vittime di tratta che dopo un primo tempo di conoscenza cominciano ad aprire il loro cuore e ci raccontano dei loro sogni, dei loro figli: gli occhi si riempiono di lacrime, che si trasformano in preghiera. La vedo nella casa famiglia in cui vivo, dove il legame di appartenenza è più forte di ogni ferita e dolore. O ancora, quando vado a trovare gli anziani alla casa di riposo e mi confidano commossi che lì hanno tutto e sono ben curati, ma gli affetti sono da un’altra parte.”

Nell’aprile del 2022 Alessandro D’Avenia conclude un articolo intitolato “Corpi celesti e terrestri” con queste parole che faccio mie e vi consegno. “Giovanni nel capitolo 20 del suo racconto, dice che Maria Maddalena, trovata la tomba aperta, scoppia in lacrime. Un uomo lì accanto, che lei prende per il giardiniere, le chiede: «Perché piangi?». Maria gli chiede se sia stato lui a spostare il corpo di Gesù. A quel punto l’uomo la chiama per nome «Maria!». E lei, dal tono della voce, riconosce l’amato Cristo in una forma umana che sfugge alle leggi fisiche che conosciamo, pur mostrando la fisicità di un giardiniere. L’amore infinito che il nostro cuore desidera si nasconde nel volto di qualcuno che ci chiede il motivo del nostro pianto e asciuga le lacrime del nostro dolore pronunciando il nostro nome e così quel nome può resistere e rinascere da ogni tipo di morte. Questa è la Risurrezione che vi auguro e mi auguro.”

Buona Pasqua di Risurrezione con Gesù!