Il “quarto” Re Magio

Le figure che ruotano attorno al Natale sono tante, ciascuna riveste un ruolo chiave: Gesù è il vero protagonista, insieme a Giuseppe e Maria, l’arcangelo Gabriele, il bue e l’asinello, i Re Magi e la stella cometa. Oggi vorrei soffermarmi in particolare sui Re Magi, figure che decidono di mettersi in cammino guidati dalla stella cometa fino a giungere alla mangiatoia dove è nato Gesù per portare i loro doni. Ma cosa sappiamo di loro? Nel Vangelo secondo Matteo l’evangelista descrive i Re Magi come uomini sapienti, esperti di astrologia, capaci di leggere i segni del cielo. Siamo abituati a pensare che i Re Magi fossero tre: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, benché nel vangelo non si parli in modo esplicito del loro numero. Una possibile riflessione sul numero può essere di natura simbolica: questo numero ricopre un significato ben preciso e ricorre frequentemente nelle Scritture in quanto strettamente connesso alla Santissima Trinità, tre sono le tentazioni che Gesù subisce da parte del diavolo nel deserto, tre sono anche i giorni che intercorrono tra la Morte e la Resurrezione di Gesù, tre sono i continenti conosciuti fino all’epoca medievale, gli stessi che le tre figure vanno a rappresentare simbolicamente. Pochi sanno che esistono teorie secondo cui i Re Magi potrebbero essere quattro. Papa Francesco ce ne ha parlato durante l’Angelus di lunedì 6 gennaio 2025 precisando che, pur non essendo un fatto storico raccontato nei vangeli, la storia del quarto Re Magio può insegnarci qualcosa. A me piace pensare che il quarto Re Magio rappresenti ciascuno di noi e il nostro desiderio di metterci in cammino per incontrare Gesù. Il quarto Re Magio era conosciuto con il nome di Artaban, proveniva dalla Persia e si mise in viaggio con Gaspare, Melchiorre e Baldassarre dopo aver visto la stella cometa. Sulla sua figura ci sono diverse rappresentazioni ma quella più conosciuta racconta della sua volontà di portare in dono a Gesù delle pietre preziose e che arrivò a Betlemme dopo 33 anni perché, lungo il percorso, si fermò a regalare le pietre preziose a tutti i bisognosi che incontrava e rimasto senza doni non se la sentì di recarsi da Gesù Bambino. Quella notte stessa, però, gli apparve in sogno Gesù che lo ringraziò per quello che aveva fatto. Il significato che possiamo cogliere da questo racconto è molto semplice: non arrenderci nonostante le difficoltà, proprio come Artaban, che continuò a cercare Gesù per 33 anni e che alla fine riuscì a raggiungerlo nel momento più importante della Sua Vita, la Resurrezione, e che dedicare sé stessi al prossimo è come dedicare la propria vita a Gesù. I doni dei Re Magi hanno un significato molto profondo, racchiudono il mistero della duplice natura di Gesù: uomo e Dio. Melchiorre, il più anziano, portò in dono
l’oro, Gaspare, il più giovane, l’incenso e Baldassarre, il Re Magio dalla pelle scura, la mirra. Ma cosa significano? L’oro simboleggia la regalità di Gesù, che era considerato Re dei Re, ma non solo, l’oro simboleggia anche la fede. L’incenso, una resina ricavata dalla corteccia di alcune piante della penisola arabica e dell’Africa nordorientale, veniva usata in quel periodo per omaggiare gli dei, viene quindi donato a Gesù per riconoscere la sua natura divina. La mirra, una resina estratta dal tronco di alberi che si trovano in Somalia ed Etiopia, simboleggia la natura umana di Gesù, ma in un certo senso anche
la sua eternità, la mirra infatti verrà cosparsa sul corpo di Gesù, legando il significato di questa sostanza anche alla Resurrezione. I Re Magi in qualche modo ci dicono che non basta sapere che Gesù è nato, ma che per incontrarlo è necessario metterci in cammino seguendo la strada che, se alziamo lo sguardo, ci è indicata. La pagina del Vangelo conclude annotando: “Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”, alla loro normalità. Ciò che avevano cercato come sogno e bisogno lo hanno ritrovato come dono che cambia il modo di attraversare il quotidiano. La stella ci chiede di metterci in cammino, perché è solo incontrando Gesù che possiamo ritrovare noi stessi…