“e anche a te una spada trafiggerà l’anima”
Il 15 settembre ricorre la festa della Beata Vergine Maria Addolorata, di Colei che ha vissuto il purissimo martirio, consumato attimo per attimo, e terribile al momento estremo della Croce. Così, ornata della Corona del martirio, è gloriosamente invocata dalla Chiesa col titolo di “Regina dei martiri”. La devozione alla Madonna Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi. Testimonianza di questa devozione è lo Stabat Mater, attribuito a Jacopone da Todi (1230-1306), il quale compose le “Laudi”. A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine, che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata. Nel 1667 i serviti ottennero l’approvazione ufficiale del culto dei “Sette dolori della Vergine”, un numero che si basa su altrettanti episodi narrati nei Vangeli: la profezia di Simeone “e anche a te una spada trafiggerà l’anima”; la fuga in Egitto; i tre giorni di angoscia che precedono il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel tempio; l’incontro sulla via del Calvario; i patimenti ai piedi della croce, la deposizione e la sepoltura del Figlio. La tradizione popolare ha identificato la meditazione dei Sette Dolori nella pia pratica della Via Matris, che al pari della Via Crucis, ripercorre le tappe storiche delle sofferenze di Maria e sempre più numerosi sorsero questi itinerari penitenziali. Il 9 giugno del 1668 la Sacra Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i Frati dei Servi portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio. Nel 1692, papa Innocenzo XII autorizzò la celebrazione la terza domenica di settembre, ma fu solo una tappa, poiché il 18 agosto 1714, la celebrazione venne trasferita il venerdì precedente la domenica delle Palme. Il 18 settembre 1814 Pio VII estese la festa liturgica a tutta la Chiesa riportandola alla III domenica di settembre. Pio X la fissò al 15 di settembre, il giorno dopo della festa dell’Esaltazione della santa Croce, non più con il titolo di “Sette dolori”, ma “Beata Vergine Maria Addolorata”, che meglio esprime la sua totale partecipazione all’opera salvifica del Figlio, “servendo al mistero della Redenzione in dipendenza da Lui e con Lui” (Lumen Gentium, 56).
