La Medaglia Miracolosa

“O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”

Il 27 novembre si ricorda l’apparizione della Beata Vergine Maria Immacolata a santa Caterina Labouré, avvenuta a Parigi, nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità. Dall’apparizione ebbe origine la celebre Medaglia della Vergine Immacolata, che il popolo chiamò “miracolosa”. Da qui prese il nome questa festa, che il Papa Leone XIII approvò il 23 luglio 1894. La Medaglia Miracolosa è un simbolo di devozione e amore riconosciuto dalla Chiesa cattolica, sostegno per chi cerca la grazia, per chi affronta un momento particolarmente difficile della propria vita o, semplicemente, per chi vuole ricordare ogni giorno di non essere solo, di avere una Madre infinitamente buona e amorevole che lo sostiene e lo affianca. La Vergine ha scelto la Francia in un momento convulso della sua storia per portare speranza a un popolo affamato di Gesù. La Beata Vergine apparve per la prima volta a santa Caterina Labouré, novizia delle Figlie della Carità, nel convento parigino in Rue du Bac, il 19 luglio 1830. Ciò che Maria le disse nella prima apparizione, lo lasciò per iscritto nel 1876 poco prima di morire: “Dio vuole affidarti una missione; ti costerà lavoro, ma la vincerai pensando di farlo per la gloria di Dio”. Il 27 novembre 1830, la Beata Vergine
apparve nuovamente a Caterina ancora nel convento parigino in Rue du Bac, dove in profondo silenzio stava meditando in cappella. Erano le cinque e mezza del pomeriggio e la santa, all’altezza del quadro di san Giuseppe, vide la Madonna con un abito bianco come l’aurora, un manto azzurro e un lungo velo candido, ritta in piedi su un mezzo globo avvolto dalle spire di un serpente. La Madre Celeste stringeva teneramente nelle mani un altro globo più piccolo, dorato e con il volto splendente lo presentava a Nostro Signore. “Questo globicino simboleggia il mondo intero e ogni anima in particolare!”, sentì dirsi Caterina, che a un tratto vide le dita di Maria ricoprirsi di anelli, ornati di pietre preziose irradianti fasci di luce verso il basso. “I raggi sono il simbolo delle grazie che spargo su coloro che me le domandano”, disse la Madonna, che spiegò il perché altre pietre preziose non emanassero luce: “Sono le grazie che ci si dimentica di implorare”. Caterina vide poi formarsi intorno alla Vergine un quadro ovale, su cui si leggeva un’orazione scritta a lettere d’oro: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Osservò il quadro voltarsi e distinse la lettera M intersecata dalla I (di Iesus) e sormontata da una croce, mentre in basso apparivano i Sacri Cuori di Gesù e Maria, il primo circondato di spine, il secondo trafitto da una spada. Alla visione si accompagnò la richiesta celeste: “Fate coniare una medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. Alcuni giorni dopo, a dicembre dello stesso anno, sempre in Cappella, durante le meditazioni Caterina udì il noto fruscio di una veste di seta. Questa volta vide la Madonna avanzare sull’altare e fermarsi dietro il tabernacolo. Maria si presentò come l’immagine della Medaglia e Caterina udì di nuovo: “Questi raggi sono il simbolo delle grazie che la Vergine Benedetta ottiene per quelli che gliele chiederanno. Tu non mi vedrai più, ma sentirai la mia voce durante le tue orazioni”. Questa fu l’ultima apparizione.