“La neve coprirà la cresta della collina”
Tra i vari titoli di Maria, madre di Gesù, c’è quello di Nostra Signora della Neve o Madonna della Neve. Tale titolo prende vita dalla basilica di Santa Maria ad Nives, che si trova a Roma sul colle Esquilino. Esso è considerato uno dei più antichi santuari mariani esistenti, voluto da Papa Sisto III sul sito dell’antica basilica liberiana che intitolò poi alla Vergine Madre di Dio. Per quanto improbabile che la neve cada in agosto, la storia racconta di una nevicata che sembrava impossibile. Viveva a Roma nel IV secolo, sotto il pontificato del Papa Liberio, un nobile patrizio di nome Giovanni, il quale, non meno che la sua consorte, di nome Maria, era acceso di grande amore verso la SS. Vergine. Non avendo figli, andava pensando quale fosse la volontà di Dio a loro riguardo affinché potessero sempre meglio servirlo usando in bene le loro cospicue ricchezze. Maria SS., alla quale essi di continuo rivolgevano ferventi suppliche, aveva però su di loro disegni cui certo essi non avrebbero mai pensato. In risposta, la Vergine Madre, durante la notte del 5 agosto 352, apparve a Giovanni e sua moglie e anche al Santo Padre, il Papa Liberio, ordinando loro di costruire una chiesa in suo onore sulla corona del colle Esquilino. E quale fu il segno che Giovanni e sua moglie avevano richiesto? Che “La neve coprirà la cresta della collina”. La neve raramente cade a Roma, ma i fiocchi caddero silenziosamente durante quella notte. Venuta poi la mattina, Giovanni volle visitare i colli sicuro di vedervi il miracolo nonostante la calma di agosto. Il miracolo era veramente avvenuto sull’Esquilino dove doveva essere costruita la chiesa. La neve era caduta in un particolare disposizione, mostrando la traccia della futura chiesa. Quando si seppe che la neve era un segno di Maria, la gente aggiunse spontaneamente un altro titolo alla sua lunga lista di titoli, Madonna della Neve. Giovanni manifestò la visione e il miracolo al Papa, e questi, che aveva avuto la medesima visione, fu ben lieto di approvare e benedire l’opera. Subito si scavarono le fondamenta ed in poco tempo la basilica fu compiuta per opera dei due bravi cristiani, rimanendo così a perpetuo ricordo della loro devozione a Maria. Questo grandioso monumento alla Madre di Dio fu dapprima chiamato Basilica Liberiana per ricordale il Pontefice Liberio che aveva approvato i disegni, ma in seguito venne chiamata Santa Maria Maggiore e dedicata a Nostra Signora della Neve. Ancor oggi, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, ogni 5 agosto il miracolo viene ricordato con una pioggia di petali di rose bianche cadenti dall’interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica.
