Giubileo 2025

La Santità formato Giubileo

Giovani semplicemente cristiani sono stati lo specchio delle virtù di Gesù; hanno vissuto le virtù nel quotidiano; hanno desiderato, ogni giorno, rispondere all’amore di Dio; hanno iniettato la loro giovane vita della forza, della bellezza, della gioia, della felicità della FEDE. Alla vigilia della ripresa delle attività scolastiche, un’edificante pagina di storia: due biografie, due modelli positivi, per tutti, ma soprattutto per ragazzi e giovani, per un approccio alle sfide della modernità; modelli di crescita; esempi di giovani impegnati a costruire la propria vita sulla vera libertà. La testimonianza di due giovani che hanno unito la spiritualità con la concretezza dell’azione sociale, la preghiera allo studio, il servizio agli ultimi con la passione per la tecnologia l’uno e per la montagna l’altro: CARLO ACUTIS e GIORGIO FRASSATI.

Il nostro tempo ha bisogno più che mai di speranza. E la speranza ha plasmato la loro esistenza, incarnandola hanno contribuito a costruire un mondo nuovo, in modo particolare per i più giovani, chiamati a confrontarsi ogni giorno con le tante insicurezze che minacciano la loro capacità di sognare il futuro, in un contesto spesso segnato dall’apatia e dalla disaffezione al bene comune.

La canonizzazione, domenica 7 settembre, di Acutis e Frassati insieme, vuole essere un messaggio di speranza e un invito a seguire il loro esempio, dimostrando che la santità è alla portata di tutti, specialmente dei giovani che cercano un senso alla propria vita.

Che cosa hanno di straordinario?

Carlo Acutis, quindicenne milanese, il «mago del computer»; Pier Giorgio Frassati, ventiquattrenne torinese «lo studente delle otto beatitudini». Giovani laici: Carlo l’informatico, il giovane che intendeva «vivere e non vivacchiare»; Giorgio studente di ingegneria, amante soprattutto della montagna, considerato “il facchino dei poveri” e sollecitato sempre dalla regola di vita “lasciarsi coinvolgere”, monito contro l’isolamento e l’indifferenza.

Sono due giovani, di epoche diverse e dal vissuto differente, ma uniti dal forte amore a Cristo e dalla capacità di trasmetterlo a quanti hanno incontrato. Uniti dalla fede, alimentata dall’Eucaristia e dall’adorazione, che si fanno gioia, entrambi plasmati dai valori della solidarietà, della generosità, della preghiera, del servizio, della creatività, della capacità di custodire relazioni sincere, della responsabilità, della fedeltà nei propri doveri e nelle proprie passioni, della progettualità civica.  

Hanno portato l’innocenza e la trasparenza di Cristo nelle relazioni, parlandone “silenziosamente” nei semplici gesti, adempiendo ai propri doveri quotidiani come quotidiana era anche l’accoglienza dell’Eucarestia. Attraverso mezzi moderni, ma soprattutto attraverso quei mezzi che la Chiesa offre a tutti i battezzati ogni giorno, la parola di Dio, la Preghiera, la Confessione, l’Eucarestia, l’Amore per il prossimo, sono stati la testimonianza che è Gesù a scaldare i cuori; che mettere al centro della propria vita l’amore di Dio è l’ispirazione per la vita felice e per svolgere spontaneamente e gioiosamente il servizio generoso e appassionato verso il prossimo, soprattutto verso i poveri. “E’ meglio tacere e agire che essere conferenzieri” è un’altra indole che accomuna i due ragazzi, credenti e credibili testimoni umili, semplici e vivaci, dell’invito costante del Santo Papa Giovanni Paolo II. “E’ possibile, senza paura, spalancare le porte a Gesù”. La loro ordinarietà, di far irrompere Gesù nella propria vita, è diventata straordinarietà agli occhi delle persone. Dalla sapienza di Sant’Ambrogio: “Ogni età è matura per Cristo”, è un invito perché sia virale quell’atteggiamento di Carlo e Giorgio che con parole, sorrisi, incontri. hanno espresso l’amore di Dio dando rilevanza ad ogni relazione umana sia con chi conoscevano sia con chi non era nella cerchia delle loro amicizie. La santità è un sentiero “navigabile” da tutti, attraverso i gesti semplici e quotidiani di una vita vissuta con coerenza e slancio ideale.