Ci sono molte pagine bibliche che ci presentano Dio come Padre Misericordioso, tuttavia la parabola riportata nel Vangelo di Luca al capitolo 15 è sicuramente la più conosciuta. Sappiamo che è sbagliato chiamarla “la parabola del figliol prodigo“, poiché la storia è in realtà quella di un padre e dei suoi due figli. Forse, come suggerito da alcuni, sarebbe più giusto chiamarla “la parabola del padre misericordioso“, un padre a cui tutti vorremmo assomigliare, perché ama smisuratamente i suoi figli.
Ognuno di noi aspira alla gioia, ad una vita piena ed intensa, il Padre, però, non ci dona questi beni sin dall’inizio, ma vuole che siano il frutto della nostra ricerca e della nostra conquista, per questo ci concede un certo numero di talenti, lasciandoci poi liberi di utilizzarli nel modo che riteniamo più opportuno. Ciascuno ha la possibilità di scegliere due possibili percorsi: impiegare i doni ricevuti nel servizio di Dio, confidando di ricevere a suo tempo una giusta ricompensa, oppure decidere di svincolarsi completamente dal suo servizio per tentare di costruire da solo la propria vita e la propria felicità. Esiste un famoso dipinto ispirato alla parabola di Luca, si tratta di un quadro a olio su tela del celebre pittore olandese Rembrandt: “Ritorno del Figliol Prodigo” che venne dipinto nel 1668 ed è oggi conservato nel Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.
Papa Francesco, commentando la parabola in diverse occasioni, ha ribattezzato il figliol prodigo come il giovane furbo. In effetti a volte si perde di vista il significato del termine prodigo, che non significa ritrovato, come alcuni credono, ma spendaccione! Il Pontefice ha saputo rendere quanto mai attuale la parabola, portandola come esempio a tutti i ragazzi che credono di poter prendere la propria strada, ignorando i consigli dei genitori, salvo poi dover tornare sui propri passi quando le cose si mettono male. A questo punto interviene il Padre, Dio, che non accusa il figlio del suo fallimento, ma lo riaccoglie con una grande festa. Oltre al tema del perdono, la parabola è anche un’esortazione a non giudicare il prossimo. Molto spesso siamo portati ad emettere sentenze verso coloro i quali consideriamo sbagliati, peccatori, solo perché pensano ed agiscono diversamente da noi, come se avessimo l’esclusiva su tutto ciò che è giusto e legittimo. Tornando al quadro di Rembrandt siamo alla fine della parabola, quando il figlio torna a casa. È vestito di stracci, spezzato nel corpo e nell’anima. Sta in ginocchio davanti al padre, consapevole del proprio fallimento e della propria mediocrità, resa ancora più bruciante dalla presenza di quello che con ogni probabilità è suo fratello maggiore, sulla destra della scena, che lo guarda e lo giudica.
Il padre no, non condanna, non c’è giudizio nel suo sguardo che avvolge il figlio più giovane solo con amore e perdono. I suoi occhi sono quelli di un cieco, come se li avesse consumati per guardare i propri figli, per seguire con apprensione le loro vicissitudini. Un dettaglio importante sono le sue mani, posate sulle spalle del figlio inginocchiato: una mano maschile ed una femminile, come se nell’amore egli diventasse padre e madre nello stesso tempo. Il cranio del figlio è rasato, come quello di un penitente, ma anche come quello di un neonato.
Il figliol prodigo è ritratto come un emarginato, con i vestiti laceri, privo della veste, con i sandali logori, con il piede destro impregnato di terra a dimostrare la sua più profonda sofferenza morale e quello sinistro con ferite sanguinanti a rappresentare il dolore dovuto dal lacerante viaggio. L’unica prova della sua nobile origine è il pugnale in vita che, a quel tempo, solo i nobili potevano portare. Tutto indica che il padre rappresenta la figura misericordiosa descritta da Luca, colui che non solo perdona, ma reintegra il figlio nella famiglia, restituendogli ogni dignità perduta. Nell’amore del padre misericordioso, nel suo perdono che va oltre ogni colpa, il giovane rinasce a nuova vita. Rembrandt utilizza la luce e i colori per illuminare l’abbraccio, trasmettendo la potenza di un amore che supera ogni colpa e che ci fa desiderare di essere Accolti ed Amati allo stesso modo.
