43° Meeting per l’Amicizia fra i Popoli – Rimini

dal titolo Una passione per l’uomo

Trattasi di un avvenimento di cultura ed umanità unico, quest’anno con 800mila visitatori, 100mila visite alle 14 mostre ed 80mila presenze ai convegni con personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e dell’impegno sociale.

E non si può non dire della presenza dei giovani al Meeting, a centinaia, un brulicare di bellezza, entusiasmo, vita, giovani che erano lì per lavorare gratuitamente, vivere, respirare, gustare, incontrarsi, cercare e allora ci si domanda: ma cosa (Chi) li attira così?

Don Claudio Burgio, presente al Meeting, sul tema dell’emergenza educativa, ha affermato: sono Loro il futuro, contro la dittatura del profitto … se vogliamo incontrare i giovani, dobbiamo andare là fuori a cercarli!

Il Meeting è davvero terra di incontri e di aria buona, ogni angolo contiene il desiderio di accogliere ed abbracciare, dagli stand gastronomici, agli spazi creati per incontrare testimoni di vita e di fede.

Abbiamo scelto di raccontare alcuni tra gli eventi proposti, con l’invito a rivivere il Meeting attraverso gli incontri e le presentazioni delle mostre che si possono seguire dal sito www.meetingrimini.org e dal canale Youtube del Meeting di Rimini.

IL CRISTO DELLA VIA EMILIA – DA GUARESCHI AI GIORNI NOSTRI

L’incontro che l’associazione culturale “Gruppo Amici di Giovannino Guareschi” ha proposto quest’anno, ha visto l’intervento di cinque sacerdoti, ognuno dei quali, con un’esperienza particolare, ha raccontato qual è il Cristo che incontra ogni giorno nella propria missione lungo la via Emilia che va da Piacenza alla Riviera Romagnola: don Daniele Benecchi, Cappellano militare regionale della Guardia di Finanza a Bologna con una storia di vicinanza alle Forze Armate sempre nel nome di Gesù; don Pierre Laurent Cabantous, Parroco del Duomo di Cervia, città ove morì Guareschi e autore del libro “Un don Camillo a Cervia” che riporta i Suoi dialoghi con Gesù, proprio come faceva don Camillo; don Daniel Cardenas, Rettore del monastero di Santa Maria degli Angeli a Busseto (PR) che ospita giovani e giovanissimi; don Giancarlo Plessi, Presidente del “Centro Manfredini” di Piacenza che accoglie ed accudisce disabili psichici; don Luigi Valentini, Fondatore della Comunità “Betania” di Parma che assiste tossicodipendenti, carcerati, immigrati e malati di Aids.

Un’ambientazione molto bella, con letture e musiche prese dai film di don Camillo, che pareva far rivivere non solo il contesto della nota coppia ma, grazie alle testimonianze, anche il messaggio trasmesso da Guareschi stesso e dai Suoi personaggi.

Il Mondo piccolo di Guareschi parla di una fede semplice e la voce del Cristo che parlava a don Camillo, ci parla ancora attraverso chi vive concretamente la fede, come questi sacerdoti ed attraverso i racconti di Guareschi ed è una voce che consola, sostiene e rinfranca e, come diceva Guareschi, è la voce del “Miglior Consigliere dell’Universo”.

SUB TUTELA DEI – IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO

Nato nel 1952, magistrato siciliano che ha operato per tutta la sua carriera nell’agrigentino, fu ucciso dalla mafia in 21 settembre 1990 e beatificato il 9 maggio 2021.

Ricevette un’educazione in Azione Cattolica ed in parrocchia.

La Sua profonda religiosità e la sua grande umanità, lo portavano a rispettare sempre anche i peggiori malviventi.

Dapprima quale pubblico ministero, poi – nell’ultimo anno di vita – quale magistrato componente di un Collegio giudicante, Livatino ha svolto indagini e ha pronunciato sentenze a carico degli esponenti mafiosi del territorio, inclusi quelli che vivevano a pochi metri da casa sua e ha disposto il sequestro e la confisca dei loro beni così che non avessero più a disposizione i mezzi economici per raggiungere scopi criminali.

Il martirio avvenne “in odium fidei”, ovvero il movente specifico che indusse la mafia ad eliminarlo fu la Sua incrollabile Fede in Dio, per la quale, nell’agire, mai scendeva a compromessi.

Era esposta una teca contenente la più importante reliquia del giudice: la camicia insanguinata e con i fori dei proiettili che indossava il giorno del martirio. Detta reliquia era posta sopra al Vangelo ed al Codice Penale, strumenti di Fede e di lavoro di Rosario, indivisibili.

Non si può tralasciare la toccante ed essenziale figura di Piero Nava che transitava sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento proprio nel momento del martirio.

Pietro decise di parlare ed è stato testimone chiave nei processi per l’assassinio del giudice che, avendo scelto di testimoniare contro la mafia, ne ha avuto la vita sconvolta ed è tutt’ora costretto a vivere sotto copertura, in incognito ed i Suoi figli costretti a cambiare il nome ed il cognome: nella circostanza in cui Livatino è morto, anche Nava, per la Sua scelta decisiva di testimoniare, è morto al mondo.

Livatino insegna a tutti come liberare i sacramenti dai riti così che possano diventare principi d’azione nella nostra vita, a partire dal Battesimo, del quale il Beato ne aveva costante consapevolezza.

NON COME MA QUELLO – La Sorpresa della gratuita

Mostra-Evento di Famiglie per l’Accoglienza nel 40° Anniversario della nascita dell’Associazione

Il 25 agosto si è tenuto l’Incontro di Famiglie per l’Accoglienza ed il Presidente, ha descritto così l’Associazione: “Una rete di famiglie che si accompagnano nell’esperienza dell’accoglienza. Celebriamo quest’anno i 40 anni dell’Associazione, una storia che tocca migliaia di famiglie” che si accompagnano ed accompagnano “anziani, bambini, giovani, disabili e ora anche profughi di guerra”.

Dopo di Lui i testimoni presenti tra cui Mariangela Tarì presidente dell’associazione La casa di Sofia che ha raccontato la propria esperienza: “Ho una bambina nata con disabilità grave; poco dopo al fratello è stata fatta una diagnosi di tumore. Era difficile abbracciare quella realtà così complessa. Abbiamo iniziato ad accettarci e scoperto che la vita è fatta di attimi infiniti. Ho incontrato persone capaci di donarsi agli altri, e così è cambiato il mondo. Il dolore fa come l’amore: rinomina il mondo. Il dolore è creativo quanto l’amore”.

Letizia e Leonardo Speccher, coniugi: “Abbiamo accolto in affido un ragazzo di 13 anni che poi se ne era andato. Dopo qualche mese ha chiesto se potevamo riaccoglierlo. Era proprio un inginocchiarsi davanti a lui e fare un pezzo di strada insieme”. Successivamente è stato chiesto loro di fare compagnia ad una bambina ricoverata da sola in ospedale e, in seguito, di prenderla in affido. “Quando l’ho vista la prima volta in ospedale – ha raccontato Letizia – faceva impressione. Era evidente che dovevamo dire quel sì a Caterina. Gli anni passati con lei sono stati pieni di gioia, eppure siamo passati per decine di ospedali. I genitori non c’erano più, l’abbiamo adottata. Ci sono state circostanze in cui sentivo la mia impotenza, ma gli amici non ci hanno mai abbandonato. L’anno scorso abbiamo fatto un ultimo viaggio breve in elicottero verso l’ospedale: ho percepito che lei non era nostra, che ci era stata donata”.


Vi aspettiamo l’anno prossimo, a Rimini dal 20 al 25 agosto ed il titolo del Meeting sarà un invito ed una sfida per tutti già da ora: “L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile”.