Encanto

Il sessantesimo lungometraggio della Disney

Quale super-potere hai per gli Altri?

Perché pensare che se non abbiamo nulla di speciale, siamo dei buoni a nulla?

Questo bellissimo film, per grandi e piccini, ha un’ambientazione sudamericana, calda, colorata, coinvolgente.

Nel villaggio di Encanto, Maribel, una ragazza occhialuta (gli occhiali di Maribel hanno anche un significato simbolico ben preciso: rappresentano la sua empatia e la sua capacità di osservare le cose da una prospettiva diversa) e dal carattere spigliato, si trova a convivere con una famiglia originale: i Madrigal, tutti veri e propri “talenti”.

Encanto

Ognuno di loro, grazie ad una casa e ad una candela dai poteri magici, da bambino riceve un talento: Luisa ha una super-forza, Antonio sa trasformarsi in qualsiasi altra persona, la splendida Isabel fa piovere fiori a comando, e così via.

Tutto meraviglioso, tranne che per la povera Maribel, che non ha mai ricevuto nessun talento. Non per questo si dà per vinta, anzi! Fa di tutto per aiutare ma, ogni suo tentativo si trasforma in un colossale pasticcio.

La nonna Alma, Abuela, sembra non poterla sopportare più ed anche il resto della famiglia inizia a guardarla con fastidio.

Ma sarà proprio la poco “dotata” Maribel ad avere un ruolo cruciale nella salvezza della magia che governa la casa, nonché, dei suoi magici abitanti, che da qualche tempo sembrano fare un po’ cilecca, anche se nessuno, tranne lei, sembra volersene accorgere. Con l’aiuto dello zio, “tio” Bruno, si imbarcherà in un’avventura che la porterà a scoprire e a risolvere molti misteri.

Questo piccolo capolavoro animato si è meritato il Golden Globe come Miglior film di animazione. I personaggi, ognuno a suo modo, sono simpatici e divertenti. Ma, di certo, è Maribel a catturare l’attenzione dello spettatore. Si tratta di una ragazzina, a suo modo, diversa, perché normale in una famiglia di talenti speciali. In realtà, come si scoprirà, di talenti ne ha parecchi.

Ha un amore sconfinato per tutti i suoi parenti, per i quali è pronta a fare i salti mortali.

Inoltre, non si scoraggia mai, anche quando tutti le dicono di farsi da parte.

Ma, proprio perché emarginata, può vedere ciò che gli altri non vogliono vedere o non hanno il coraggio di guardare. Per lei la cosa più importante non è andare alla ricerca di magici doni, ma, preservare i suoi famigliari e il suo villaggio. E per questo è pronta a sacrificarsi in prima persona. Che dire, forse sono proprio gli “scarti” (come direbbe papa Francesco), coloro che nessuno vuole avere tra i piedi, che spesso portano dentro di sé i veri talenti. Sono i “piccoli”, quelli pronti a vedere la realtà così com’è, pronti ad accettarla e quindi ad affrontarla, costi quel che costi, avendo però come scopo non se stessi, ma l’Amore e soltanto l’Amore!

Maribel è la prima a notare e ad avere il coraggio di affrontare le crepe che si insinuano nella magia di famiglia, incarnata da un’abitazione incantata dove gli spazi si moltiplicano e cambiano secondo le necessità e le prerogative dei suoi abitanti.

Riflessioni importanti che vengono trasmesse in una confezione impeccabile, capace di mescolare momenti di pura comicità con altri di dramma vero e profondo, come quello di nonna Alma, una matriarca autorevole segnata dal dolore, che solo alla fine saprà recuperare il senso del dono ricevuto tanti anni prima, grazie a Maribel.

Una riflessione su tutte: e se seguissi il mio cuore non temendo alcun errore?