Tag: La Vela – Dicembre 2023

Avvento, attesa di Gesù

Il Natale di Martin di Leone Tolstoj

In una certa città viveva un calzolaio, di nome Martin. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra in alto che guardava sulla strada e così poteva vedere i piedi delle persone che passavano, riconoscendo molte scarpe che aveva riparato lui stesso. Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e lui si era disperato al punto di rimproverare Dio.

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Bene e Male: Uno sguardo diverso dal nostro

Viviamo in un tempo dove il bene non fa notizia dando l’impressione che il male tenda a sovrastarlo. Per rendercene conto basta leggere la maggior parte dei quotidiani o ascoltare i telegiornali. Spesso ci sentiamo impotenti ed assorbendo le notizie che ci vengono catapultate addosso viviamo in uno stato di rassegnazione che ci immobilizza e tutto, perfino la guerra, rientra nella normalità. Vivere il Vangelo non ci permette di cedere a questa logica ma ci spinge a muoverci, a metterci in gioco nelle relazioni della vita quotidiana, per svolgere un compito al quale non possiamo rinunciare…

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Ecco, io sono il Signore, Dio di ogni essere vivente (Ger 32,27)

Dopo l’Avvento, inizia il tempo del Natale che è quindi al centro del periodo del Mistero dell’Incarnazione. Il tempo natalizio inizia la sera del 24 dicembre. I tre giorni successivi al Natale sono un prolungamento della festa difatti le memorie di Santo Stefano, di San Giovanni apostolo ed evangelista e dei Santi Innocenti Martiri vengono celebrate anche se cadono di domenica. A differenza del rito romano, il 1° gennaio non si ricorda la divina maternità di Maria perché l’abbiamo già celebrata nell’ultima domenica d’Avvento, si celebra invece l’ottava del Natale e la circoncisione del Signore.

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La guerra tra Israele e Hamas

La lettera di Pizzaballa, uno sguardo cristiano

“Carissimi, il Signore vi dia pace!” Così si apre la lettera che il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, scrive ai cristiani di tutta la diocesi. Un saluto che è anche un giudizio sulla guerra tra Israele e Hamas che infuria dal 7 ottobre con il suo carico di morte e distruzione. “…siamo stati inondati da immagini di orrore, che hanno fatto esplodere dentro tutti noi dolore, frustrazione e rabbia…Tutto il mondo guarda a questa nostra Terra Santa, come ad un luogo che è causa continua di guerre e divisioni. Proprio per questo è stato bello che qualche giorno fa [il 17 ottobre], tutto il mondo fosse invece unito a noi con una giornata di preghiera e di digiuno per la pace… il 27 ottobre il Papa ha indetto una seconda giornata di preghiera e di digiuno, perché la nostra intercessione continui. È forse la cosa principale che noi cristiani in questo momento possiamo fare: pregare, fare penitenza, intercedere. E di questo ringraziamo il Santo Padre di vero cuore. Uno sguardo bello sulla Terra Santa e un importante momento di unità con la nostra Chiesa.” Pregare, digiunare, intercedere: questa è la vera lotta che Gesù ci ha mostrato quando ha resistito alle tentazioni del maligno. Anche se la tv ce li porta in casa, siamo lontani dai bombardamenti, e la dimenticanza ci fa abbassare lo sguardo e chiudere il cuore. Invece, impegnarsi a pregare, a offrire un piccolo sacrificio di astinenza dal cibo, ci fanno sperimentare l’abbandono in Lui che ha vinto la morte. È così che possiamo essere davvero forti e coraggiosi, capaci di chiedere a Dio la pace per i nostri fratelli uomini.

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Il Sinodo da evento a processo

Una riflessione in occasione della XVI assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (Roma 4-29-10-2023) sul tema: “Per una Chiesa sinodale: Comunione, Partecipazione, Missione”

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Il peccato originale

”A causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo”

Nel mese di dicembre si celebrano le solennità dell’Immacolata concezione della Beata Vergine Maria e del Natale del Signore e la Domenica dell’Incarnazione le quali hanno un elemento in comune, il peccato originale. Su questo argomento vediamo alcune frasi tratte da discorsi di Benedetto XVI del 2008. Udienza Generale 3 dicembre: “…Molti pensano che, alla luce della storia dell’evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell’umanità. E, di conseguenza, anche la questione della Redenzione e del Redentore perderebbe il suo fondamento. Dunque, esiste il peccato originale o no? Per poter rispondere dobbiamo distinguere due aspetti della dottrina sul peccato originale. Esiste un aspetto empirico, cioè una realtà concreta, visibile, direi tangibile per tutti. E un aspetto misterico, riguardante il fondamento ontologico di questo fatto. Il dato empirico è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da una parte ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare. Ma, nello stesso tempo, sente anche l’altro impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell’egoismo, della violenza, di fare solo quanto gli piace anche sapendo di agire così contro il bene, contro Dio e contro il prossimo…“. Angelus 8 dicembre: “…se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male? Le prime pagine della Bibbia ( Gn 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24)…”. Udienza Generale 10 dicembre: “…Con Gesù, che viene da Dio, comincia una nuova storia formata dal suo sì al Padre, fondata perciò non sulla superbia di una falsa emancipazione, ma sull’amore e sulla verità. Ma adesso si pone la questione: come possiamo entrare noi in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? Come questa nuova storia arriva a me? Con la prima storia inquinata siamo inevitabilmente collegati per la nostra discendenza biologica, appartenendo noi tutti all’unico corpo dell’umanità. Ma la comunione con Gesù, la nuova nascita per entrare a far parte della nuova umanità, come si realizza? Come arriva Gesù nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di san Paolo, di tutto il Nuovo Testamento è: arriva per opera dello Spirito Santo. Se la prima storia si avvia, per così dire, con la biologia, la seconda si avvia nello Spirito Santo, lo Spirito del Cristo risorto…”.


La carità: il fuoco dell’amore di Dio

Le parole di una grande Santa della carità, Madre Teresa: “Senza l’amore di Dio, sono troppo povero per dare qualcosa ai poveri”.
Infinite volte sfioriamo Cristo e non ce ne accorgiamo. Non lo riconosciamo. Ha il torto di avere un volto “troppo noto”. Il volto del pezzente, del bambino, del collega, della cuoca, del disoccupato, del marito, della sposa, delle donna delle pulizie, del forestiero, del malato, del carcerato, del disabile dell’emarginato, del disperato, del brutto, della persona sola, di quella percepita da molti come matta, di chi disapprova e dissente, di chi è fuori moda…… Noi, che conosciamo sin troppo bene quei volti, non sappiamo riconoscerlo. E Lui continua ad essere in esilio, a casa Sua.
Una metafora interessante sulla concretezza della carità. Quando devi fare un muro di pietre, devi prenderle una per una e lavorarle per bene. Se riesci a squadrarle bene, ci vuole meno calce per farle combaciare. La calce che ci tiene insieme è la carità. Se ognuno rimane con gli spigoli che ha, ci vuole molta più calce per tenerci insieme. Se lavoriamo su noi stessi cercando di smussare gli spigoli, ci vuole meno fatica per farci stare uniti.

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La Notte Santa

Il Presepe secondo Guido Gozzano

Chi come me ha frequentato le scuole elementari nella seconda metà degli anni ’50, si ricorderà di una poesia che sicuramente non era nel programma scolastico, ma le maestre la facevano imparare nell’imminenza delle festività natalizie. Erano tempi in cui l’esercizio della memoria era tra gli esercizi che la scuola ci proponeva.

La poesia oggi non si usa più come tema natalizio, e ho pensato di riproporla come ricordo a chi ha i capelli bianchi e come “novità” per i più giovani che non la conoscono.

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